Tour de France 2026, Remco Evenepoel ha fatto ricredere anche Patrick Lefevere: “Non ero del tutto convinto che fosse un corridore da classifica generale, mi ha smentito”
Patrick Lefevere è stato indubbiamente una figura importantissima nel percorso sportivo di Remco Evenepoel. Il corridore belga era passato professionista, ancora giovanissimo, in quella che allora era la Deceuninck Quick-Step, diretta da Lefevere, e lì vi era rimasto per sette annate, prima del recente passaggio alla Red Bull-Bora-hansgrohe. L’esperto dirigente è stato quindi parte in causa dello sviluppo del bi-campione olimpico di Parigi 2024, fra grandi vittorie e anche qualche passaggio a vuoto. Quello che si è visto al Tour de France 2026, concluso da pochi giorni, è stato un Evenepoel ben diverso rispetto ad alcune apparizioni precedenti.
Il belga ha chiuso infatti al secondo posto della generale, mettendo in mostra una capacità da fondista, anche sulle grandi salite, che ancora non gli si riconosceva e che, evidentemente, non gli riconosceva neppure lo stesso Lefevere, oggi “pensionato” dopo la conclusione della sua esperienza da dirigente della Soudal Quick-Step. “La sorpresa di questo Tour è stata Remco, sì – le parole riportate da Cyclism’Actu – Devo ammettere che non ero convinto del tutto che fosse un corridore in grado di competere per la classifica generale per tre settimane. Ma mi ha smentito“.
Evenepoel può quindi vincere il Tour de France? “Certo, c’è Tadej Pogačar davanti. Ma è umano anche lui dopo tutto – il pensiero di Lefevere. E poi c’è da considerare che Remco è più giovane di due anni rispetto allo sloveno. Deve continuare a migliorare e insistere in quello che sta facendo“.
Lefevere si è espresso anche sui due giovani più brillanti in gara al Tour 2026, Paul Seixas (quarto alla fine) e Isaac Del Toro, salito sul podio finale. “Seixas? Mi ha molto impressionato, anche se io non gli avrei permesso di fare il Tour a soli 19 anni. Abbiamo visto che ha iniziato a vacillare nelle ultime tappe, che è una cosa perfettamente normale. Diventerà un grande, ma non devono avere fretta con lui. Del Toro? È stato enormemente aiutato da Pogačar: senza lo sloveno, non sarebbe mai salito sul podio e probabilmente non avrebbe neanche vinto la tappa che ha vinto”.
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